La seconda vita degli spazzolini

La seconda vita degli spazzolini

Vi raccontiamo come sono nati  la nostra storia e il nostro albero

Gli obiettivi

Avendo programmato come istituto scolastico la realizzazione di unità di apprendimento di educazione civica interdisciplinari, ci siamo posti sia obiettivi di apprendimento, quali la consapevolezza delle problematiche ambientali, la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, alla raccolta differenziata e al riuso creativo, che obiettivi di socializzazione e rispetto degli altri , quali la capacità di esporre le proprie idee e l’accettazione di quelle degli altri, la crescita nelle relazioni personali, nella collaborazione, nel rispetto del proprio turno, nella responsabilità del “fare la propria parte”, la consapevolezza dell’insostituibilità di ognuno e la valorizzazione del contributo di tutti.

L’ideaI lavoretto di natale dipinto con gli spazzolini per spruzzare la neve sullo sfondo  e per colorare i rami

Dopo aver esaminato in tecnologia i vari prodotti che utilizziamo e la loro possibilità di riciclo, ci siamo chiesti quale fosse un oggetto personale dei bambini, inusuale per il riciclo, che potesse diventare protagonista della nostra storia. Fra le varie idee la scelta è caduta sullo spazzolino da denti, anche perché l’igiene dentale è un tema importante e si era parlato della necessità di sostituire periodicamente lo spazzolino.

Il problema:

Non solo si presentava il problema di come salvarlo dalla discarica riutilizzandolo in modo creativo, ma anche di come garantire l’igiene, la consapevolezza da parte dei bambini che essa è indispensabile e la tranquillità di tutti su questo aspetto; ecco perché abbiamo inserito nella storia il bagno nella candeggina.

La creazione della storia:

Seduti in cerchio, ogni alunno ha potuto scegliere se inventare un pezzetto di storia o se “passeggiare” all’interno del cerchio immedesimandosi nei panni dello spazzolino o di un altro personaggio e dandogli voce; sono nate così le sequenze della storia e i dialoghi.

Mentre gli alunni narravano, la maestra prendeva appunti. Solo dopo la realizzazione della scenetta e la produzione del video, ogni alunno ha scritto la storia.

I materiali

Maestre e i bambini hanno portato i loro spazzolini da cambiare e le docenti sono occupate della disinfezione. Una volta elaborata la storia, ognuno ha cercato in casa gli oggetti necessari: la stoffa per coprire il tavolo, il pupazzo del cane, le cannucce, la sfera di polistirolo.

Il villaggio dove si svolgono le riprese è il plastico della via dove sorge la nostra scuola, costruito in geografia con le scatolette di prodotti alimentari.

Dicipline coinvolte

Italiano: per l’ideazione e la scrittura della storia;

Arte: per la realizzazione pittorica con gli spazzolini e la realizzazione dell’albero di spazzolini

Tecnologia: per la ricerca sul riciclo dei materiali (la scena della trasformazione dei vari materiali è stata tolta per ridurre la durata del video a tre minuti)

La realizzazione

Costruire l’albero è stato un vero lavoro di tinkering, abbiamo dovuto pensare soluzioni diverse e scegliere la più funzionale.

Recitare e girare il video è stato molto divertente e ognuno ha migliorato le proprie capacità di recitare a voce alta, senza fretta e in modo espressivo.

Raggiungimento degli obiettivi:

Il progetto ci ha permesso di avvicinarci alle problematiche ambientali in modo piacevole e interessante, ci siamo divertiti e abbiamo fatto dei passi avanti verso un clima di classe sempre più collaborativo e sereno.

E ora vi raccontiamo la storia:

La seconda vita degli spazzolini

Una mattina, in un paese abbastanza strano, vivevano degli spazzolini che si lamentavano perché erano vecchi, sporchi, spelacchiati e non potevano essere riciclati. Loro conoscevano la sorte degli altri materiali: le bottiglie di plastica diventano maglie di pile, la carta vecchia diventa carta nuova…perfino le bucce diventano nuova terra! E gli spazzolini? Nessuno ci pensa a riciclarli!

Molto tristi si sdraiarono per terra ad aspettare loro destino.

Poco dopo, arrivò una tazza triste e sconsolata  e disse loro:” Anch’io sono come voi, perché ho il manico rotto e non posso essere riciclata! Finiremo assieme in discarica. ” 

Ma qualcuno, da molto lontano, sentì i loro discorsi e corse loro in aiuto: era Nasofino, il cane di Natale, che decise di aiutarli con una magia e recitò la formula magica: “ Pota, pata, pita, voi credete che sia finita, invece vi regalo una seconda vita! “

All’improvviso, una bolla fatata ricoprì gli spazzolini e la tazza; quando uscirono dalla bolla, si sentirono giovani, belli e anche forti.

Qualcosa di magico era successo, infatti, poco dopo, un maestro li chiamò e disse loro che se si fossero lavati per bene con la candeggina, li avrebbe ingaggiati per fare i lavoretti di Natale.

Anche se il tuffo nel secchio li preoccupava, fecero così e lui li usò nell’ora di arte: dovettero  spruzzare su un cartoncino nero della neve, cioè del colore bianco, poi li riusò per disegnare su degli abeti  di carta i rametti con del colore verde e tutto questo diventò un bel quadretto natalizio con i bottoni che facevano da palline.

Ma non è finita qui! Gli spazzolini vennero bucati, infilati su un ferretto e diventarono i rami di un bellissimo e originale albero di Natale che fu costruito dai bambini e decorato con candeline costruite con pezzetti di cannucce,

E la tazza? Ora anche lei è felice, perché quest’anno avrà l’importante compito di essere  la base dell’albero! Guardatela come sorride!

Così gli spazzolini e la tazza ebbero una seconda vita e, dopo le feste di Natale, non finiranno in discarica, ma rimarranno a scuola, nell’armadio del materiale di arte, e verranno utilizzati da altri alunni  per altri lavoretti.

Buona seconda vita spazzolini! E buon Natale!